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http://www.mamuthonesmamoiada.it/eng/mamuthones.php
Probably actors who performed pagan rituals in ancient times but whose precise origins and meaning have been lost in the centuries, Sos Mamuthones (12/14 members) and Issohadores (8/10) have manteined intact their fascination and mystery.
"Without the Mamuthones there is no Carnival, say the people of Mamoiada. Theu are its most important feature, its symbol, almost. Their appearance is taken as a sign of festivity, happiness and times of grace.
The preparation of the masquerade creates an industrious ardour, a frantic, thrilled atmosphere that spreads to the whole community.
That of the Mamuthones is a solemn ceremonial, an orderly procession and dance at the same time.
The Mamuthones, in two parallel rows and flanked by the Issohadores, move very slowly, bent under the weight of the cowbells and, at regular intervals, lift their shoulder shaking the bell harness all at the same time. The Issohadores move with more agile steps and jumps, then, suddenly, they run, swiftly throw their lasso ("Sa Soha") to catch and pull towards them as prisoner the male friend or the woman they have singled out in the crowd."
da
www.mamuthones.it
Il ritmo è cadenzato, possente. La Sardegna, una delle terre europee più ricche di tradizioni popolari, conserva a Mamoiada, centro nella Barbagia di Ollolai, l'arcaico rituale dei
Mamuthones e degli
Issohadores . Se non è possibile, oggi, definirne con certezza le origini, lo sviluppo di tale mascheramento appare evidente in Europa nel Basso Medioevo, e il suo radicamento in epoche e contesti precristiani.
A Mamoiada questa tradizione continua a mostrarsi, pur nelle varianti richieste dal continuo mutamento della Storia. La struttura del rituale conserva ancora un fascino antico e misterioso, condiviso con i mascheramenti invernali delle popolazioni montanare europee e mediterranee, particolare nella serietà e forza delle nere maschere lignee, nel suono e nel ritmo di danza e campanacci, nel colore e nelle funi di giunco degli Issohadores.
Il rituale
I
Mamuthones , con
visera lignea nera(maschera facciale) fermata da un fazzoletto scuro,
mastruca nera (pelle di pecora senza maniche) e
garriga (gruppo di campanacci), si dispongono incolonnati su due file, creando uno spazio all'interno. Una fila procede a piccoli passi, andando avanti col piede sinistro, retrocedendo col piede destro; la fila opposta, avanza col piede destro e retrocede col sinistro. Entrambe le colonne modificano il passo di danza con una variante di tre piccoli passi eseguiti più velocemente.
Gli
Issohadores , con un corpetto rosso e pantaloni bianchi, panno frangiato, cintura di piccoli sonagli, lungo laccio (
soha ) e cappello nero ad ampia falda, si dispongono all'esterno, davanti, al centro e dietro, lasciando solo a uno il compito di coordinamento e di guida. La funzione esteriore appare quella di garantire lo svolgimento del rituale e di catturare prede, oggi prevalentemente femminili, con la
soha, quasi a riaffermare e riproporre le modalità dell'azione che ha portato al dominio del gruppo che controllano.
Storia
Il rituale é sopravvissuto nonostante l'incessante tentativo, comune a tutti i consimili mascheramenti europei, di eliminazioni o modifiche da parte delle autorità religiose e politiche succedutisi nei secoli (o, chissà, nei millenni). Esso si pone come vera e propria tecnica magica atta a intervenire, nel passaggio da inverno a primavera, sulle forze produttive della terra; forza e specificità sono tali da produrre un forte senso di identità: ciò deve aver costituito, a lungo, motivo di insicurezza e pericolo per tutti i propositi di controllo e dominio delle popolazioni sarde, in particolare quelle delle zone interne e montanare, più conservative e resistenziali. Le complesse radici però si comprendono meglio nelle vaste e consimili attestazioni europee: dal mar Egeo alla penisola iberica, dalle Alpi ai Balcani alla Scandinavia, le genti della montagna o pedemontane invitano con vestiti di pelle, maschere e campanacci, le forze della terra e degli antenati, esorcizzando quelle del male, a propiziare fra la fine di dicembre e i primi giorni di febbraio prosperità e ricchezza ai propri figli. L'ampiezza di tale diffusione tipologica esclude per Mamuthones e Issohadores ogni interpretazione legata a precisi fatti storici, che perciò non ha alcun fondamento, nè coincide con la diffusione di culti legati a divinità particolari, che perciò non costituiscono una credibile spiegazione alla nostra 'processione'.