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autoapology

2007.10.27

Raging Bull, Martin Scorsese, 1980

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Il Corriere della Sera, 13 febbraio 1981, Giovanni Grazzini recensisce "Toro Scatenato" da poco uscito nelle sale:
Brodo di dado, ossia la maggiore delusione che ci abbia dato il regista americano Martin Scorsese dopo New York, New York: un film di due ore e otto minuti che sembra durare il doppio, una storia stanca e dispersiva, un ritratto di scarsa forza emotiva e di lieve spessore ideologico. Scorsese vuole rievocare il pugile italo-americano Jake La Motta, attivo negli anni Quaranta e Cinquanta, persino campione del mondo dei pesi medi, per cogliere nella sua ottusa brutalità il segno saliente d'una insicurezza, crudele e razzista, alimentata dalla miseria della Little Italy e dal miraggio della potenza. Cioè, sulla carta, un'altra tappa del cammino intrapreso da Scorsese per darci un'analisi socio-psicologica dell'ambiente dal quale egli stesso è uscito, ma nei fatti una descrizione fiacca e letteraria, che non ci dice niente di nuovo, e dal punto di vista sportivo assai poco attendibile, giacché i suoi incontri di boxe sono condensati in scariche di cazzotti e in maschere sanguinanti.
Questo La Motta ha d'altronde tutti i numeri per riuscirci poco simpatico. Fra il 1941 e il 1964 (il ventennio coperto dal film), Scorsese ce lo rappresenta dominato da sentimenti elementari: la voglia di essere il più forte e una gelosia animalesca. Mentre ci racconta le -tappe della carriera del «Toro del Bronx», il film ne riassume il carattere mostrandoci come il bestione si comporta nei confronti delle donne e del fratello, che per un certo periodo gli fece da manager. Rotto il matrimonio con un'ebrea, Jake sposa una bionda Vickie che con ammirevole pazienza per qualche anno ne sopporta i modi odiosi e gli dà tre figli, ma finalmente lo molla. Preso a pugni perché sospettato di trescare con Vickie, il fratello a sua volta lo abbandona. Lasciato il ring nel '56, La Motta apre un locale notturno, finisce in galera per corruzione di minorenne, e ancora per qualche anno, rappacificatosi col fratello, fa il presentatore di varietà in locali di terz'ordine prima di ritirarsi definitivamente in pensione a Miami, dove tuttora si trova e dove ha scritto un'autobiografia alla quale si sono ispirati gli sceneggiatori del film, Paul Schrader e Mardik Martin.
Con frutti, si è detto, modesti. Nonostante gli Oscar che probabilmente prenderà, Toro scatenato ha infatti una struttura narrativa e uno stile troppo più vecchi dell'età del regista, è corretto ma convenzionale nella pittura d'ambiente (con una musica di Mascagni poco adatta), e ci offre il ritratto di uno squilibrato che stinge nell'uggioso più che nel lirico-malinconico.
Non ancora quarantenne, Martin Scorsese sembra aver smesso di crescere come cineasta, contento del grado di buon professionista raggiunto. Le sue idee qui si riducono al ritorno al bianco e nero per ritrovare il colore del tempo, a certi impercettibili rallentamenti che sottolineano l'aura trasognata di alcuni passaggi, alla scelta di interpreti sui quali lo spettatore può fare affidamento. Robert De Niro in prima fila, per l'impegno con cui aderisce anche fisicamente al suo personaggio greve, rissoso, fiero di non essere mai andato al tappeto. F poi Joe Pesci, che fa con bravura il fratello. Salutata come una nuova Lana Turner, l'esordiente Cathy Moriarty attraversa il film senza quasi mai cambiare espressione: opaca bestiola, come le è chiesto, che in Jake La Motta ama l'odor di palestra...


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un saluto a tutti i Giovanni Grazzini

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9 Comments
IslandGIRL good photo,well done;)
IslandGIRL · 2007-10-26: 09:54
Fasterbit "640 Kbytes should to be enough for anybody" (Bill Gates, 1981)
Fasterbit · 2007-10-26: 12:16
benedictCROSS che scioccane, sei lo strappo o il filo? difetti di refrattarietà all'epica!!!
comunque bello il sintagma a graffa, non è facile da capire, in verità più per la mancanza di tempo che per altre ragioni. quello di ieri era meno cerebrale, più godibile. questo è accidentato e poco ospitale.
perchè non lo scrivi che la foto continua nelle immagini linkate e che le immagini linkate poi rifluiscono nella foto? comunque, non credere; come ha detto il buon francko: n-ice s-hit...che non significa merda di ghiaccio nè ghiaccio di merda(come direbbe il capitano del titanic); significa: mi ha favorevolmente colpito codesto gelato al gusto di cacca
benedictCROSS · 2007-10-26: 15:51
pressapposky benny, che ti devo dire: se a te piace, leccatelo pure.
per rispondere con un altro deppio senso a sfondo sessuale alla domanda direi che non voglio costringere nessuno a "mangiare il pesce".
pressapposky · 2007-10-26: 16:26
benedictCROSS orsetto presUNTUOSO, ma chi lo dice che il tuo è "pesce"?
sei un contorno, una Crocchetta di Patate o un Supplì, come tutti gli altri, comprata nella friggitoria di Dio.
benedictCROSS · 2007-10-26: 16:51
pressapposky sì, è molto vero. come diceva il noto filosofo dell' esistenzialismo tedesco Martin Heideger : il mondo è un supplì-zio. tuttavia si può tanto essere una polpetta di riso bollito; tanto essere una polpetta allungata fatto di riso bollito condito con sugo di carne e lasciato raffreddare, lavorato con uova crude, arrotolato con all'interno un dadino di mozzarella, passato nel pane grattugiato e fritto in olio bollente; con la panatura esterna che è composta da pastella (acqua e farina)e pangrattato che più fine è e meno possibilità ci sono che il sapore dell'olio si senta all'interno; fritto in olio bollente a 180 gradi affinchè all'atto del mangiare, la mozzarella sia filante, e la polpetta possa essere detta "supplì al telefono".... forse siamo gli arancini di riso di un polpettesco Dio, ma comunicare è importante
pressapposky · 2007-10-26: 18:10
Fasterbit "Ma, ora, qualcuno di voi, probabilmente, potrebbe obbiettarmi: «Ma allora, Socrate, com'è nato tutto questo pasticcio? Da dove son venute fuori tutte queste accuse contro di te? Certo è che se tu non avessi trafficato più degli altri, non sarebbe nata, nei tuoi riguardi, una simile diceria. Dicci, quindi, come stanno le cose perché non sia avventato il nostro giudizio.»
Chi mi chiedesse questo, per conto mio, avrebbe ragione ed io, perciò, tenterò di mostrarvi come siano nate queste calunnie. Statemi a sentire, dunque, e anche se qualcuno crederà che io prendo la cosa per ischerzo, sappiate, invece, che vi dirò la pura verità."

Fasterbit, L'apologia di Pressapposky, Einaudi 2007
Fasterbit · 2007-10-27: 01:57
fatalieve debosciato! [perchè avverto che il mio commento è quello più banale?]
fatalieve · 2007-11-02: 14:52
Fasterbit Sono andato a scomodare addirittura Christian Metz per farmi spiegare cosa si intende per sintagma a graffa. Le sue visioni psicoanalitiche sono state illuminanti. Prima di congedarmi mi ha chiesto: <<Scusi signor Fasterbit, ma a cosa le serviva? E' un critico lei?>> e io: <<Pressappoco.>>
Fasterbit · 2007-11-02: 15:52
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