Il mio nome per le patate!

by Nicola January. 31, 2008 1203 views

Quando mia mamma fa la spesa al mio posto, sapendo di aver messo al mondo un figlio rompicoglioni, chiede pazientemente istruzioni su quello che mi serve esattamente: se, banalmente, le chiedessi di comprarmi dello zucchero, sa che non mi accontenterei di uno zucchero qualsiasi. “Scrivimi per bene sulla lista quello che vuoi, mettendo marca, tipologia, quantità. Tutte le volte ho paura di sbagliare…”
Insomma mia mamma è in balia di uno psicopatico. L’altro giorno le ho chiesto di prendermi delle uova. Lei deve aver pensato che, almeno sulle uova, non avrebbe corso rischi: scelta una confezione sulla quale campeggiavano garanzie di filiera controllata, genuinità e bla bla bla, ritenne di andare sul sicuro e si avviò verso casa, ignara del predicozzo che stava per abbattersi su di lei ad opera del figlio tiranno.
Il fatto è che si era lasciata ingannare dai messaggi riportati sulla confezione, scritti apposta per spostare l’attenzione dell’acquirente su alcune informazioni piuttosto che su quella più importante: il metodo d’allevamento. Nella fattispecie, l'azienda utilizzava l’allevamento in gabbia, il peggiore per la salute fisica e mentale delle galline, tanto che la LAV ha organizzato una petizione per impedire lo slittamento della data oltre la quale l’allevamento in gabbia sarà fuori legge (http://lav.nethouse.it/index.php?id=384). [lav.nethouse.it]
Ho spiegato a mia mamma che, al di là di tutte le cazzate scritte sulla confezione, il modo più semplice per avere informazioni sulle uova consiste nel leggere il codice alfanumerico stampato - obbligatoriamente, in base a una normativa europea - sul guscio di ogni uovo.

Esempio di timbratura: 3 IT 001 TO 036
dove:
3 individua il metodo di allevamento delle galline ovaiole (in gabbia);
IT lo Stato di produzione (Italia);
001 il Codice Istat del Comune di ubicazione del produttore;
TO la sigla della provincia di ubicazione del produttore;
036: il codice identificativo del singolo allevamento di produzione.

I sistemi di allevamento sono codificati come segue:

3 = in gabbia; le galline sono rinchiuse in gabbie disposte in file (da 4 a 6 galline per ogni gabbia), all'interno di capannoni chiusi, con ventilazione forzata e luce artificiale. La densità di questi animali è di circa 16-18 galline per metro quadrato. Negli allevamenti in batteria le gabbiette sono lunghe 25 centimetri e ogni gallina ha a disposizione uno spazio di 550 centimetri quadrati (di poco inferiore a quello di un foglio A4) nel quale è impossibile per l'animale compiere movimenti naturali, stirarsi, aprire le ali o semplicemente girarsi nella gabbia senza difficoltà. Le uova sono deposte su un nastro trasportatore che automaticamente le raccoglie.

2 = a terra; le galline vengono allevate in capannoni all'interno dei quali possono muoversi liberamente ma non hanno accesso all'esterno. La densità di questo allevamento è di 4 galline per metro quadrato. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi.

1 = all'aperto; le galline possono razzolare all'aperto per alcune ore al giorno in un ambiente esterno protetto dal contatto con altri animali. La densità all'esterno di questo allevamento è di 1 gallina ogni 4 metri quadrati. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi.

0 = biologico; le galline possono godere di spazi all'aperto e densità minime d'allevamento maggiori e, comunque, mai in gabbia. Le galline in questo caso sono anche alimentate con mangimi di provenienza biologica.

Ovviamente andrebbero sempre preferite le uova che sul guscio hanno stampato lo zero come prima cifra.

Nicola


Il film
Galline in fuga

Mercato galleggiante di Helsinki - 23 agosto '07

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